Mappa Concettuale: Cos’è, a cosa Serve e Come Farla

Una mappa concettuale, nota anche come mappa cognitiva, è uno strumento estremamente utile per raccogliere idee, per organizzare concetti e per strutturare contenuti. Senza dimenticare poi che schematizzare appunti messi nero su bianco su un foglio di carta, presentandoli in un documento digitale, permette di realizzare presentazioni multimediali di sicuro successo, dove la mappa concettuale ha il compito di mostrare le connessioni tra i vari elementi e le relazioni tra i numerosi concetti. Il tutto, naturalmente, partendo da un nodo principale da cui si sviluppano i legami della rete mediante frecce subito identificabili.

In definitiva, la mappa concettuale presenta una struttura reticolare, al fine di favorire la diffusione di idee innovative, di migliorare il processo di apprendimento e di stimolare la creatività. Non è un caso se il brainstorming, tecnica creativa di gruppo volta a risolvere un problema facendo emergere idee creative, trova notevoli benefici dal ricorso alla mappa concettuale.

A cosa serve una mappa concettuale?

Di scopi, una mappa concettuale ne ha davvero a iosa, dalla comunicazione di procedure all’organizzazione di soluzioni, dalla visualizzazione di idee complesse al chiarimento di relazioni.

Mappa Concettuale

In estrema sintesi, una mappa concettuale serve a memorizzare informazioni nel modo più veloce possibile, ad incamerare nozioni in maniera efficace, registrando indelebilmente (o quasi) i concetti esaminati, al punto che il ricordo di quanto memorizzato tempo addietro, risulta sempre vivo anche a distanza di vari anni.

Come fare una mappa concettuale?

Punto di partenza per una mappa concettuale realizzata a regola d’arte è “less is more”. Non è fattibile rappresentare tutti i passaggi sullo schema. Occorre definire lo snodo di partenza ed il topic da posizionare in alto. Se si tratta di realizzare una mappa concettuale volta a risolvere un problema, la soluzione migliore consiste nel partire da una domanda mirata. In questo modo, considerando il contesto, la mappa concettuale guiderà l’azione creativa e, allo stesso tempo, consentirà di restare nei confini della propria attività, senza correre il rischio di uscirne.

È bene comunque avviare le operazioni, partendo da una posizione centrale da cui mettere a punto sia le frecce che le ramificazioni, fondamentali per il raggiungimento dei nodi concettuali. I collegamenti devono essere quanto più rapidi e concisi possibili, affinché la soglia dell’attenzione dei destinatari non vada incontro irrimediabilmente ad un abbassamento. Motivo per cui, è opportuno utilizzare al massimo un solo verbo a riquadro/cerchio ed inserire tutt’al più un singolo elemento linguistico, in grado di argomentare al meglio le cause, gli effetti, le richieste e le soluzioni del problema.

Quando si fa una mappa concettuale, c’è bisogno di valutare anche la posizione degli elementi, per il semplice motivo che ne determina la gerarchia. Qualsiasi mappa concettuale è realizzata per poter essere letta dall’alto verso il basso: per questo motivo, tutti i concetti inclusivi e di natura generale vanno posizionati nella parte superiore del progetto, mentre più specifici vanno collocati sotto, dal punto di vista gerarchico.

Sempre in riferimento al quesito su come fare una mappa concettuale, progettata a regola d’arte, c’è bisogno di dire che i software al giorno d’oggi ricoprono un ruolo decisivo. Lucidchart, Draw.io, Cmap sono alcune delle soluzioni maggiormente in uso, perché dispongono di una miriade di modelli di partenza, assolutamente differenti per forme e per dinamiche. Con questi software, infatti, si può iniziare la mappatura nella modalità più in linea con le proprie esigenze e contare su appositi strumenti grafici per riempire i modelli vuoti con le proprie conoscenze. Infine, salvare la mappa concettuale su pc o su smartphone/tablet è semplicissimo. Provare per credere!

Ulteriori suggerimenti sulla realizzazione di una mappa concettuale

Quella che è a tutti gli effetti una schematizzazione grafica di un tema particolarmente complesso o lungo da argomentare, tiene conto di tutta una serie di vincoli a cui attenersi: in primo luogo, come già evidenziato, la sintesi è tutto. La mappa concettuale non deve riassumere tutti i contenuti, ma fungere da istantanea di quanto si intende discutere. Ad essere protagonisti, pertanto, saranno i concetti chiave.

Altro aspetto assai utile è la presenza di una legenda riportante tutti i criteri utilizzabili per la stesura di una mappa concettuale: questo vademecum si contraddistinguerà per le figure geometriche e per i colori adottati. Risultato? Il grado di importanza dei concetti chiave tenderà ad essere influenzato e, di fatto, cambiato, a seconda della figura geometrica e del colore selezionato. Onde evitare perdite di tempo, se per lavoro si ha a che fare con la mappa concettuale, è preferibile adottare sempre lo stesso criterio. Così, i parametri utilizzati consentiranno di accelerare la fine dei lavori.

Conclusioni

La mappa concettuale rivela tutta la sua utilità, nel momento in cui consente a chi l’ha creata di poter contare su uno schema visivo efficace e su una completa organizzazione degli argomenti di cui si tende a disquisire nel corso della realizzazione del progetto. Inoltre, di soluzioni così efficienti, in quanto a schematizzazione di concetti complessi e ad elaborazione visiva, non ne esistono.

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