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Audizioni VII Commissione Cultura Scienza e Istruzione della Camera. Vengono al pettine tutti i nodi della 107/2015.

ROMA - Con le audizioni presso la VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera, sui decreti attuativi varati la settimana scorsa dal Consiglio dei ministri, vengono al pettine tutti i nodi e le contraddizioni della legge 107/2015. Particolarmente significativo è stato in tal senso l’intervento dell’AND, la cui delegazione composta dal presidente Francesco Greco, da Marina Castelli e Pio G. Sangiovanni, ha sottolineato con estrema puntualità gli elementi di criticità presenti nel testo degli otto decreti, e le stridenti contraddizioni con il testo della legge che potranno essere sanabili soltanto con un ulteriore intervento legislativo specifico. Molto intenso il ritmo impresso ai lavori dall’on. Molea Bruno, vicepresidente della Commissione; decisamente fiscale nel far rispettare la consegna dei dieci minuti di tempo assegnato ad ogni associazione, convocata per venerdì 27 gennaio 2017 a partire dalle ore 11:30 nella sala Mappamondo di Palazzo Montecitorio.

Una scelta quella di Molea che, tuttavia, ha avuto il merito di dare adeguato spazio agli interventi dei deputati presenti (Manuela Ghizzoni, Laura Coccia, Chiara Di Benedetto, Luigi Gallo) e alle successive repliche dei rappresentanti delle organizzazioni che operano nel variegato mondo della scuola italiana. Sia per i contenuti esposti nelle memorie scritte, che per l’interessante feedback che ne è seguito, si è trattato senz’altro di un incontro utile che aggiunge importanti elementi di chiarificazione, dai quali non può non discendere una piena assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze parlamentari, volta ad apportare i correttivi necessari a sanare ogni lacuna e contraddizione.

Molto efficace l’intervento della delegazione dell’Associazione Nazionale Docenti che, oltre a ribadire la critica di fondo su tutto l’impianto della legge 107/2015 che si è voluta imporre al Parlamento e al Paese nella forma del maxi emendamento, il presidente Francesco Greco ha posto l’accento sul problema delle modalità di immissione in ruolo dei docenti (decreto n. 377) per i quali potrebbe verificarsi il paradosso di dover ripetere la procedura prevista per l’anno di prova (magari con la beffa di un eventuale non superamento) che, di fatto, non dovrebbe essere più necessario, viste le nuove modalità del percorso formativo e del sistema di reclutamento previsto per gli aspiranti insegnanti. Un’analisi ripresa e condivisa anche da altri interventi, che fa emergere il fatto che si prospetta una situazione contraddittoria che non potrà essere sanata con il decreto attuativo, ma soltanto da un nuovo provvedimento legislativo che dovrà intervenire direttamente sulla legge 107/2015.

Non meno incisiva ed efficace la questione sollevata in merito alla scuola dell’infanzia (la delega n. 380 sul sistema integrato 0-6 anni), rispetto alla quale Marina Castelli, nel suo appassionato intervento, ha richiesto con forza di operare scelte chiare e, soprattutto, che facciano in modo che questo segmento fondamentale della scuola italiana rientri a pieno titolo ed organicamente nel sistema più complessivo, in modo da prevedere finalmente un sistema integrato non più da 0 a 6 anni, ma dalla nascita a 16 e, come da tempo si auspica, a 18 anni.

Pio G. Sangiovanni