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“Nativi digitali” e uso consapevole delle nuove tecnologie

Gli studenti di oggi rappresentano la prima generazione cresciuta con tecnologie digitali, tanto da essere definiti “nativi digitali”.

Il mondo della scuola sta profondamente cambiando e, per alcuni versi, in maniera irreversibile, ma anche il modo di apprendere.

Anche il mondo del lavoro richiede competenze assai diverse da quelle a cui siamo stati sempre abituati.

Per queste ragioni, potrebbe essere interessante riflettere sulle ricadute dell’utilizzo eccessivo dei dispositivi digitali e sulla necessità di limitarne l’uso, ma tale approccio appare molto difficile in una società che promuove l’uso del digitale a tutti i livelli, a partire dalla scuola per arrivare alla quotidianità.

L’eccessivo utilizzo di questi presìdi aumenta la sedentarietà dei ragazzi e spesso facilita posture scorrette; può inoltre interferire sulle capacità di concentrazione e sui risultati scolastici fino ad arrivare allo sviluppo di vere e proprie forme di dipendenza. Numerosi studi longitudinali hanno evidenziato che l’utilizzo dei dispositivi digitali ha contribuito negli ultimi anni ad un aumento dei casi di obesità e di patologie metaboliche, oltre che di patologie osteoarticolari.

Inoltre, l’utilizzo dei dispositivi digitali da parte dei ragazzi può comportare altre diverse problematiche, come la comparsa di disturbi del sonno, disturbi socio-emozionali quali comportamenti aggressivi, ansia e irritabilità, ridotta flessibilità mentale.

Il Dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), sostiene che i ragazzi che utilizzano troppo il Web finiscono automaticamente con l’escludersi dalle interazioni sociali. Ciò è confermato da vari Studi che dimostrano chiaramente quanto l’abuso di internet da parte degli adolescenti può avere effetti negativi tanto sulla salute quanto sulle relazioni sociali sino a poter sfociare in vere e proprie psicopatologie di nuova entità come l’internet addiction.

È quindi fondamentale conoscere oltre alle tante straordinarie opportunità che ci offrono le tecnologie, anche le insidie che si nascondono in esse per prevenire possibili conseguenze negative e soprattutto per aiutare i ragazzi e gli adolescenti ad orientarsi in esse. I principali rischi online sono: adescamento online (grooming), sexting, cyberbullismo, gruppi pro-ana pro-mia, esposizione a contenuti dannosi, violazioni della privacy, dipendenza. Lo studio Net Children Go Mobile, progettato dalla Commissione Europea per valutare le modalità di utilizzo di internet da parte di un campione di ragazzi di età compresa tra 9 e 16 anni, ha messo in evidenza che più del 60% di essi ha un profilo su un social network e che il 6% di essi si è sentito turbato da qualche esperienza online.

Le conseguenze di un uso eccessivo e incontrollato di internet, ovvero su un vero e proprio abuso di internet, si ripercuotono quindi sia sulla salute che sulla vita familiare. Appare di conseguenza necessario organizzare interventi al fine di trasmettere ai ragazzi le giuste informazioni e di coinvolgere gli adulti, genitori e insegnanti, in un progetto finalizzato a un reale cambiamento dello stile di vita. Da quanto detto, traspare che l’uso dei dispositivi digitali va “regolamentato”, fornendo ai genitori validi strumenti psicopedagogici che ne consentono un utilizzo consapevole, cercando di insegnare loro le modalità di un corretto utilizzo.

In quanto, la famiglia, nonostante le attuali difficoltà comunicative, rappresenta sempre e comunque un contesto importante, in quanto indica una fonte di sicurezza e una presenza costante per gli adolescenti che, anche se alla ricerca di risposte autonome e personali, non negano il desiderio di ritrovare la protezione della famiglia nei momenti di bisogno.

La conoscenza, l’aumento di senso critico, la possibilità di scegliere consapevolmente, e soprattutto la presenza e disponibilità degli adulti di riferimento nel difficile ruolo di guida sono sicuramente, anche in un contesto complesso come quello delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, le migliori soluzioni, con l’obiettivo di porre dei limiti all’uso precoce ed eccessivo delle tecnologie digitali e di proporre ai bambini, fin da piccolissimi, attività per loro piacevoli e che li aiutino nel loro sviluppo relazionale, emotivo e cognitivo.

 

Antonietta D’Ettore MD, PhD

Docente di scuola primaria

 

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